Pensiero

Riccardo Pozzo, annovera Nicla Vassallo tra le filosofe della modernità che hanno contribuito e contribuiscono allo sviluppo della filosofia italiana (vedi articolo di Riccardo Pozzo “Da Peano a oggi. E le donne?”, uscito su “Domenica” de il Sole 24 ore, il 19 giugno 2016, p. 29). In qual senso, visto che la pensatrice non si è mai occupata di filosofi italiani? Molto probabilmente in quanto, come recita la voce dell’enciclopedia online Treccani.it, a lei dedicata, non ci troviamo solo al cospetto di una filosofa di fama, bensì di una filosofa che, grazie al suo pensiero e alle sue ricerche, ha “innovato settori dell’epistemologia, della filosofia della conoscenza, della metafisica, dei gender studies”, e, al momento della consultazione della voce stessa, l’enciclopedia rimanda, dopo quella di Vassallo, alle voci di “Ludwidg Wittgenstein”, “Amartya Sen”, “epistemologia”, “David Hume”.

Filosofa di fama sì, ma schiva rispetto alla notorietà a ogni costo, che cede a ogni compromesso: poche infatti le sue apparizioni televisive, che garantiscono importanti auto-promozioni; più numerose, invece, le interviste rilasciate alla radio, specie a radio Rai. E nessuna svolta “compromettente” né nel suo pensiero, né nelle sue ricerche, nonostante si potrebbe immaginare diversamente, nessuna svolta, a dispetto del fatto che le svolte piacciano al cosiddetto grande pubblico e rendano il filosofo “personaggio”.

La sua fama era prevedibile da subito: a Genova, oltre a laurearsi col massimo dei voti, la sua tesi viene giudicata degna di pubblicazione, cosa davvero rara ai tempi. La tesi, basata su un raffronto tra la filosofia booleana e quella fregeana, viene debitamente e lungamente rielaborata dalla pensatrice, per trasformarsi in un volume vero e proprio, di oltre trecento pagine, intitolato La depsicologizzazione della logica: un confronto tra Boole e Frege, George Boole e Gottlob Frege, che, accanto a Cartesio, ancor oggi lei annovera tra i suoi indimenticabili maestri. Il confronto in questione conduce Nicla Vassallo ad analizzare il tema dello psicologismo, nonché il tentativo ottocentesco di depsicologizzare la logica, smontando molte argomentazioni di Michael Dummett su Frege e sul suo presunto assoluto antipsicologismo, che avrebbe dato origine alla filosofia analitica. Alcuni articoli della filosofa in inglese vanno nella medesima direzione, quali “On Dummett’s Early Frege and Analytical Philosophy”, Dialectica, 51, 3, pp. 171-187, Bern, 1997; “Analysis versus Laws: Boole’s Explanatory Psychologism versus His Explanatory Anti-Psychologism”, History and Philosophy of Logic, 18, pp. 151-163, London, 1997; “Psychologism in Logic: Some Similarities between Boole and Frege”, in Gasser J. (ed.), A Boole Anthology. Recent and Classical Studies in the Logic of George Boole, Kluwer Academic Publishers, Dordrecht, pp. 311-325, 2000.

Da qui, palese il passaggio a interessarsi, come testimoniano parecchi suoi volumi e saggi, di naturalismo filosofico contemporaneo (radicale alla Quine e soprattutto moderato, alla Alvin I. Goldman, filosofo quest’ultimo, con cui instaura una proficua affinità intellettuale). Un’attenzione acuta per il naturalismo presuppone un’indagine approfondita e uno sviluppo organico della teoria della conoscenza e dell’epistemologia, il che impone un significativo impegno, e di cui Alvin Plantinga scrive: “Epistemology is extremely difficult, in many ways more difficult than, say, the metaphysics of modality”. Dalla teoria della conoscenza e dall’epistemologia a occuparsi delle loro interpretazioni offerte dalle varie epistemologie femministe non è possibile esentarsi, grazie al confronto di Nicla Vassallo con gli studi condotti dalla stimata collega e amica Jennifer Hornsby. Tra i temi, trattati dalle filosofie femministe, si colloca la problematizzazione del soggetto conoscente: quale è il suo sesso, genere, e orientamento sessuale di appartenenza? Grazie all’interazione con alcune filosofe statunitensi, Nicla Vassallo indaga dapprina i concetti di sesso e genere, per poi passare a sondare quello di orientamento sessuale, che si realizza tramite collaborazioni con Vittorio Lingiardi e Martha Nussbaum, per concretizzarsi in un volume, quale Il matrimonio omosessuale è contro natura: falso!, in netta opposizione, non solo con la legge Cirinnà, ma anche con il Comitato Scientifico Nazionale Portale di Informazione Antidiscriminazione LGBT, da cui la filosofa rassegna le dimissioni nel dicembre 2015.

Senz’altro impegnata, Nicla Vassallo si distingue per l’eleganza, il rigore e la consapevolezza della propria funzione pubblica, eppure rimane sempre mal disposta a cedere a compromessi, all’insegna di quanto sostiene Platone: “La virtù non ha padroni: quanto più ciascuno la onora, tanto più ne avrà”. Nel suo costante tentativo di smontare pregiudizi, preconcetti, credenze false e credenze ingiustificate, “Il matrimonio omosessuale è contro natura: falso!” si attesa in effetti opera a carattere epistemologico, non sociologico, né psicologico, per cui non solo si propone quale unica nel panorama italiano, ma mostra che, pur iniziando con Boole e Frege e giungendo per ora a tematiche legate all’omosessualità, il pensiero di Nicla Vassallo non ha subito alcuna svolta: nasce epistemologico e tale probabilmente spirerà. E non è un caso che, mentre la filosofa scriveva sul matrimonio same-sex, contemporaneamente lavorasse, con Pieranna Garavaso dell’University of Minnesota a Frege on Thinking and Its Epistemic Significance, Lexington Books–Rowman & Littlefield, Lanham, MD, Usa, 2015.